Il Pasolini e la dicotomia linguistica « monolinguismo e plurilinguismo » nell’arte poetica italiana: una prospettiva critica
Pasolini and the linguistic dichotomy « monolingualism and multilingualism » in Italian poetic practice: a critical perspective
Résumé
Riassunto
Il presente lavoro si propone di scrutare la prospettiva critica di Pasolini in merito alla dicotomia tra monolinguismo e plurilinguismo nella tradizione poetica italiana, prendendo le mosse dall'interpretazione del saggio di Gianfranco Contini sulla lingua del Petrarca. Pasolini individuò in Dante e in Petrarca i riferimenti di due distinte e antitetiche pratiche poetiche: la poesia del monolinguismo petrarchesco, cui egli contrapponeva quella del plurilinguismo dantesco, ravvisando in quest'ultima la scaturigine di una « poesia marginale » non accademica, con la quale egli stesso sentiva una forte affinità. Il presente lavoro esamina le interpretazioni pasoliniane di Dante e Petrarca, analizzando diversi suoi saggi, al fine di mostrare come il concetto di plurilinguismo abbia costituito un elemento nevralgico nella riflessione del critico sulla funzione della poesia e del linguaggio. Viene inoltre indagato il rapporto di Pasolini con la poesia di Giovanni Pascoli, da lui vista come anch'essa plurilinguistica e sperimentale. L'obiettivo è comprendere in che modo Pasolini abbia elaborato le proprie definizioni sull'uso delle lingue in Dante e Petrarca, in un'originale prospettiva critica sulla tradizione poetica italiana.
Abstract
This paper sets out to scrutinise Pasolini's critical perspective on the dichotomy between monolingualism and plurilingualism in the Italian poetic tradition, starting from the interpretation of Gianfranco Contini's essay on the language of Petrarch. Pasolini identified in Dante and Petrarch the references of two distinct and antithetical poetic practices: the poetry of Petrarch's monolingualism, to which he contrasted that of Dante's plurilingualism. This paper examines Pasolini's interpretations of Dante and Petrarch, analysing several of his essays, in order to show how the concept of multilingualism constituted a neuralgic element in the critic's reflection on the function of poetry and language. Pasolini's relationship with Giovanni Pascoli's poetry, which he also saw as multilingual and experimental, is also investigated. The aim is to understand how Pasolini developed his own definitions of the use of language in Dante and Petrarch, in an original critical perspective on the Italian poetic tradition.









